AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

domenica 25 giugno 2017

Muffins al cioccolato e caffè

Cara Lilli,

prima di passare ad argomenti ben più importanti e belli, non appena la testa resa allo stesso tempo vuota e pesante dalla pressione bassa e il tempo me lo consentiranno, ho pensato di rompere il silenzio con una ricettina al volo per fare dei muffins davvero buoni e morbidissimi...sempre che in questi giorni qualcuno abbia il coraggio di accendere il forno, con questo calore ;)

Io li ho preparati non molto tempo fa, in un pomeriggio non ancora così estivo, attingendo alla mia esperienza con muffins e plumcake vari per dosare gli ingredienti...e il risultato è stato molto positivo :)

Per 6-8 muffins (a seconda del diametro dello stampino)

- 200 gr di farina 00
- 80 gr di zucchero
- 60 gr di burro
- 1 uovo
- 125 ml di latte
- 50 ml di acqua frizzante
- 30 gr di cioccolato fondente
- 1 tazzina di caffè
- 1/2 bustina di lievito per dolci
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- 1 pizzico di sale
- granella di zucchero (facoltativa)


Montare l'uovo in una ciotola con lo zucchero, utilizzando preferibilmente le fruste elettriche. Unire il burro ammorbidito a temperatura ambiente, continuando a montare il composto con le fruste.

Unire il latte e mescolare, quindi incorporare la farina setacciata con il lievito, l'estratto di vaniglia e un pizzico di sale, aggiungendo un poco alla volta anche l'acqua frizzante. 

Dividere il composto in due parti: in una versare e amalgamare il cioccolato fuso a bagnomaria o nel microonde e nell'altra il caffè.

Foderare con i pirottini di carta oppure imburrare e infarinare gli stampini, quindi mettere in ognuno prima un pò di composto al cioccolato e poi un pò di composto al caffè.

Cospargere facoltativamente con la granella di zucchero e cuocere in forno caldo a 180° per 20-25 minuti.

A fine cottura lasciare raffreddare i muffins su una gratella prima di servirli.

Ed eccoli qui!


Come sempre le foto non rendono l'idea al meglio, ma sono buonissimi, giuro!


Buon appetito, Lilli!


venerdì 16 giugno 2017

Venerdì del libro (251°): LA VITA CHE SI AMA

Cara Lilli, 

dopo un'assenza di più di due settimane sono di nuovo qui a scriverti. 

Non sono partita per un viaggio, nè sono stata malata o robe del genere: solo che, come anche gli anni scorsi (specie gli ultimi due...sarà l'età che avanza, pure!)  se ricordi, una volta iniziato il caldo, con i monelli in vacanza da scuola, le ore pomeridiane che mi portano una bella spossatezza, più voglia di stare al fresco magari sotto gli alberi nella villa comunale...finisco per essere meno presente nella blogosfera.

Ma non mi dimentico di te e dei miei amici di blog, questo mai. Ho delle cose da raccontarti, anche molto belle. Lo farò appena possibile, promesso.

E mi manca anche scrivere di libri e letture. Per cui oggi eccomi ad aderire nuovamente all'iniziativa di HomeMadeMamma proponendoti una raccolta di racconti scritti da Roberto Vecchioni: LA VITA CHE SI AMA, che è la sua più recente pubblicazione.

Di Vecchioni-scrittore avevo finora letto solo "Il libraio di Selinunte", qualche anno fa. Te ne ho parlato molto positivamente QUI

Devo dire che rispetto a quella lettura lì, La vita che si ama pure mi è piaciuto, ma con qualche riserva. E non dipende tanto dal fatto che in questo caso si tratta di una raccolta di racconti, anche perchè il protagonista di ogni storia è lui stesso, Vecchioni: sono aneddoti della sua vita, riguardanti l'amore, i figli, il lavoro di cantante e quello di professore di latino e greco, pur se alla fine del libro viene specificato che sono stati in parte romanzati. Con ciò intendo dire che sono storie di per sè abbastanza coinvolgenti per il lettore.

Quello che mi ha meno convinto è invece lo stile un pò troppo enfatico, un pò ridondante, che poi vuol essere allo stesso tempo colloquiale o a tratti anche molto intimo. Non so se riesco a spiegarmi, Lilli: questa sorta di una doppia veste dei racconti, non ha reso sempre scorrevole la lettura.

Ma nell'insieme è stato bello conoscere certi retroscena, entrare un pò nella vita di questo artista tanto apprezzato. Ho ritrovato in più punti la poesia che caratterizza alcuni testi delle sue canzoni e questo mi ha anche emozionato.

Ci sono altri libri suoi che ho in programma di leggere e te ne parlerò più in là senz'altro.



I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

mercoledì 31 maggio 2017

E' successo domenica

Cara Lilli,

è stato domenica scorsa che ci siamo alzati tutti un pò in fermento, con i vestiti un pò più eleganti da indossare noi tre e quella tunica bianca per lei. 

Per lei, la monella, che è stata protagonista di quella giornata insieme ad altri 19 bambini e bambine che nella chiesa principale del paese hanno ricevuto la Prima Comunione.

Un giorno speciale, vissuto con gioiosa ansia e con emozione, con una consapevolezza maggiore di quanto si potesse immaginare all'inizio del percorso di preparazione al sacramento, con un bel sorriso sulle labbra anche dopo aver avuto un momento di confusione su come muoversi allo scambio del segno della pace con i genitori seduti nelle panche laterali a quelle dove erano i bambini...perchè anche dopo tante prove fatte con impegno può sempre capitare che tra tanta gente, con tutti gli occhi puntati addosso ci si possa confondere un pò, no?

La monella continua a crescere e prosegue il suo cammino con una determinazione sempre viva e vederla andare avanti fa bene al cuore, credimi. 

In questi due anni appena trascorsi si sono innamorate di lei tutte le catechiste, commosse poi quando l'hanno salutata a fine cerimonia domenica. E io, di conseguenza, sono stata la mamma più abbracciata e che ha ricevuto più auguri e sorrisi in quella folla di persone :-)

Le foto con la torta prima di cambiarsi d'abito, i regali davvero graziosi e graditi, il vestitino bianco e blu indossato per il pranzo con i parenti stretti e qualche persona cara, l'acconciatura non prevista con una bella treccia alla francese fatta sul momento, i sacchetti con i confetti dati dicendo "Grazie di essere venuto!", "Grazie di essere venuta!"...in grande semplicità.

E' successo domenica. Ed è stata una gioia!


lunedì 22 maggio 2017

Quadrotti al cioccolato fondente

Cara Lilli,

torno dopo un bel pò di tempo a postare una ricettina dolce che ha doppio pregio di essere facilissima e allo stesso tempo golosissima!

L'ho trovata sul bolg Chiarapassion, che ho scoperto per caso navigando in rete: consiglio davvero di andare a dare un'occhiata da quelle parti, perchè ci sono ricette buonissime e questa qui mi ha colpito subito perchè cercavo un modo di riciclare il cioccolato rimasto dalle uova di Pasqua (ne avevo due al cioccolato fondente) e non volevo stare troppo tempo in cucina a preparare.

Enrica, alias Chiarapassion appunto, ha utilizzato queste dosi per uno stampo tondo del diametro di 22cm, ma come lei stessa suggerisce io ho optato invece per uno stampo quadrato da 20x20cm e ho tagliato poi il dolce a quadrotti, tipo brownies, aggiungendo il tocco di un cucchiaino di crema alle nocciole su ogni quadrotto....da leccarsi i baffi sul serio! Un dolce morbidissimo, anche il giorno dopo.

Si possono anche spolverizzare i quadrotti con lo zucchero a velo o fare una ganache o una glassa...insomma, non c'è che da sbizzarrirsi :)

Ti riporto la ricetta di base per il dolce, poi se vuoi anche quella della ganache usata da Enrica, la trovi sempre QUI, dove troverai anche un video velocissimo che illustra i passaggi della preparazione di questo dolce.

 100 g di zucchero
 3 uova
 200 g di cioccolato fondente
 100 g di burro
 75 g di farina 00
 2 cucchiaini di lievito per dolci
 1 pizzico di sale
 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Sciogliere il cioccolato con il burro a bagnomaria  o nel microonde, mescolando bene con una spatola. 

Montare le uova con lo zucchero con frullatore a immersione o fruste elettriche.

Aggiungete il cioccolato fuso, la vaniglia e mescolare con una spatola.

Incorporare sempre mescolando con la spatola la farina setacciata con il lievito ed il pizzico di sale. 

Versare l'impasto in uno stampo quadrato da 20x20cm precedentemente rivestito con carta forno o imburrato ed infarinato. 

Cuocere per circa 30 minuti in forno a 170°, fare la prova stecchino però perchè potrebbe bastare qualche minuto in meno ( a me ne sono bastati 20, ad esempio)

Fare raffreddare e poi sformare.

Tagliare a quadrotti il dolce e guarnirlo come più piace ;) 


Nota: se si vuole invece una torta classica rotonda, come già detto in precedenza adoperare uno stampo da 22cm di diametro! 


Ed ecco qui il mio dolce e poi una rappresentanza di quadrotti pronti per essere gustati :)

DOLCE APPENA SFORMATO E TAGLIATO A QUADROTTI


QUADROTTI GUARNITI CON CREMA ALLE NOCCIOLE...SLURP!

Che altro aggiungere? Grazie mille Chiarapassion...e buon appetito, Lilli!


mercoledì 17 maggio 2017

Storia di un'emozione e di un bimbo su un trattore

Cara Lilli,

lunedì mattina, presto, c'era silenzio in casa quando pian piano sono andata in camera dei monelli. 

Nel lettino di destra lei, come immaginavo, era già sveglia. Non poteva essere altrimenti. Da settimane non si parlava quasi d'altro che di questa gita a Paestum con la sua classe. Attesa ed emozione.

La monella, dunque, era sveglia ed è saltata subito giù dal letto. Zitte zitte ce ne siamo entrate in bagno, io e lei, accostando la porta per non far svegliare il papà e il fratellino, che potevano alzarsi con più comodo. E lì, l'ho vista. Ho visto i suoi occhi che tentava di nascondermi girandosi dall'altra parte. Erano lucidi. 

Le ho chiesto subito cosa c'era che non andava, se si sentiva bene. Lei ha cercato di trattenere  le lacrime silenziosamente. E io ho capito. 

Attesa ed emozione. 

Stava cercando di esprimere questo mix di sentimenti che portava in cuore, non trovava forse le parole per dirmi come si sentiva ora che finalmente era arrivato il giorno della gita.

Allora l'ho abbracciata e le ho chiesto: "Sei emozionata?" E lei: "Si!" 

"Ma sei felice?" "Si!!" "Allora va tutto bene, amore della mamma!"

E lei si è sciolta in un sorrisone, inumidito da qualche lacrima.

Da quell'istante è stata radiosa. A dir poco.

E' partita sul pullman a due piani con le altre classi quarte oltre la sua, è stata a visitare il Parco archeologico di Paestum, ha consumato il pranzo al sacco, ha mangiato un grande gelato (non lo fa mai!), ha visitato anche il museo archeologico, ha acquistato un ricordino (una riproduzione del Tempio di Nettuno) e un braccialetto di cuoio con su scritto il suo nome, è ripartita per tornare a casa.

Tutto con lo stesso sorriso stampato sul volto. 

Le maestre sono state contentissime di come si è comportata, di come ha partecipato, di come è stata attenta alle spiegazioni della guida, di come è stata felice.

Non era la sua prima gita di un giorno intero, ma quest'anno è la prima volta che l'ha vissuta pienamente, in ogni sua sfumatura.

Ed io sono felice come e più di lei per questo! Felice ed orgogliosa del percorso che lei sta facendo...tartarughina di mamma sua :)

E il monello? Lui, sempre lunedì, ha invece fatto una gita più breve, solo la mattina, con la sua classe e le altre prime in una fattoria didattica non lontano da casa. E ha sorpreso tutti. Positivamente, per fortuna :)

Niente capricci, niente corse avanti e indietro senza meta. Mano nella mano con la sua maestra o con il compagnetto/a di turno ha seguito l'itinerario tra sentieri, prati, stalle con le mucche, recinti con gli asinelli e i pony. 

Si è fatto anche immortalare dalla sua maestra seduto al posto di guida di un trattore enorme. Cioè: enorme già di suo, ma che nella foto appare ancora più grande in contrasto con lui, piccolo, seduto lassù.

E' tornato a casa tutto contento anche lui, monello meno monello del solito, che di giorno in giorno in quest'ultimo anno scolastico ha fatto bei passi avanti non tanto in ambito strettamente didattico (che pure un pò ci sono stati, meno male), quanto proprio in ambito comportamentale e relazionale. Che poi è la base su cui poter lavorare in futuro sempre di più anche per progredire nelle conoscenze e competenze. 

Ed io lo guardo e lo vedo crescere e non posso che amarlo ogni giorno di più!

Che bella, questa storia...vero, Lilli? :)


sabato 13 maggio 2017

Venerdì del libro (di sabato) (250°): LE LACRIME DELLA GIRAFFA

Cara Lilli,

oggi (pur essendo sabato...sono in ritardissimo!) partecipo all'iniziativa di Paola - HomeMadeMamma parlandoti di un libro letto qualche tempo dopo averne avuto notizia da Paola stessa (qui): LE LACRIME DELLA GIRAFFA, di Alexander McCall Smith.

Se ricordi, io sono sempre stata affascinata dall'Africa e da tutto ciò che è ambientato nel continente nero. Quindi ho con piacere fatto la conoscenza di Precious Ramotswe, la protagonista del romanzo, unica donna detective ad essere titolare di un'agenzia investigativa nel piccolo stato del Botswana. Una persona simpatica e di buon cuore, che porta avanti il suo lavoro senza mezzi tecnolgici ma con intuito e pazienza.

Questo che si presenta come un giallo, in realtà non ha i ritmi nè gli intrecci tipici delle storie poliziesche, perchè il "caso" su cui Precious (o meglio, la signora Ramotswe, come viene sempre chiamata nel libro) indaga, e cioè la scomparsa nel nulla di un giovane americano avvenuta 10 anni prima, non è sempre in primo piano: c'è spazio molto di più per la descrizione delle abitudini del popolo botswano, per le relazioni interpersonali della protagonista, per i personaggi che le ruotano intorno, a partire dalla sua segretaria che ha desiderio di emularla diventando aiuto detective, continuando con il signor Matekoni, un meccanico umile ma onesto e gentile che Precious ha accettato di sposare, e anche con un'acida e invidiosa governante e due sfortunati bambini che vivono in un orfanatrofio.

Tutto è scandito da tempi dilatati, che lasciano liberi i pensieri e che trasportano il lettore nelle atmosfere colorate e particolari dell'Africa.

Un libro piacevole, da leggere senza aspettarsi colpi di scena eclatanti, consigliato principalmente per prendersi una pausa dal caotico mondo a cui siamo abituati. Chi cerca un thriller meglio che desista, quindi ;)





 I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI


lunedì 8 maggio 2017

Un'attesa conosciuta

Cara Lilli,

ieri pomeriggio, quando ci siamo resi conto che probabilmente la pioggia prevista in realtà non ci sarebbe stata, io, mio marito e i monelli siamo andati a farci un giro verso il mare, come facciamo ogni anno all'incirca in questo periodo, per arrivare anche a prenotare di persona la nostra piccola vacanza.

Da quando la monella aveva 11 mesi, nel 2008, ogni estate torniamo come ben sai nello stesso albergo, dove oramai siamo accolti con simpatia e gentilezza.

In particolare lei, la monella, vive in gioiosa attesa il tempo che ci separa dalla vacanza.

La capisco bene, conosco quell'attesa. So cosa significa aspettare un momento dell'anno in cui si parte e si va a trascorrere qualche giorno diverso dalla routine quotidiana. Anche se poi in definitiva si va incontro ad un'altra routine, in effetti. Perchè tornando nello stesso posto, rivedendo le stesse persone di anno in anno, si ristabiliscono anche gli stessi ritmi delle vacanze precedenti.

Si lascia una routine per trovarne un'altra, insomma. 

Io per tanti, tanti anni sono stata al mare a San Benedetto del Tronto, eppure ogni singolo anno ho atteso con infinita gioia di ritornarci. Perchè mi piaceva visitare nuovi posti, fare gite e viaggi e con la mia famiglia poi ne ho fatti anche tanti in diverse occasioni, però la vacanza vera e propria per me non era vacanza se non lì. E questo proprio perchè conoscevo ogni angolo di quei luoghi, perchè sapevo chi avrei incontrato, cosa avrei fatto, come sarebbero trascorse le mie giornate di svago. Era bello così.

Certo, c'è chi invece predilige il cambiamento, la novità. Andare in un luogo diverso ogni volta ha il suo fascino, indiscutibilmente. Ma i ricordi che ho di tutti quegli anni di vacanza trascorsi come se andassi in una seconda casa sono parte di me e sono bellissimi, così come so che lo saranno per la monella e penso proprio anche per il monello. 

lunedì 1 maggio 2017

1 maggio 2010

Cara Lilli,

esattamente 7 anni fa, in un pomeriggio casalingo e festivo come quello di oggi, nasceva questo mio spazio virtuale.

Ci pensavo giusto ieri e mi sono andata a rileggere il primissimo post, al vecchio indirizzo caralilli.myblog.it, ma anche gli altri venuti un pò dopo, man mano...e ho scoperto che tanti li ricordavo, ma anche tanti li avevo un pò dimenticati ed è stato bellissimo ritrovarli.

7 anni fa, il 1° maggio, ancora non avevo fatto il test di gravidanza che mi avrebbe di lì a pochi giorni rivelato che aspettavo il mio monello, la monella era piccola piccola, il mio papà era venuto a mancare da pochi mesi, c'era ancora la mia mamma.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora. E tu, Lilli, così come in passato con i diari cartacei usati da che ero bambina fino al giorno del mio matrimonio, hai fatto il cammino con me... attraverso i miei racconti, i miei pensieri sparsi. 

In tanti hanno letto ciò che ti ho scritto da allora. C'è chi si è perso per strada, chi c'è ancora, chi si è aggiunto cammin facendo. 

A tutti io dico GRAZIE. Grazie di cuore per avermi seguito per tutto il tempo o per parte di esso.

L'avventura prosegue, anche se rispetto ai primissimi anni la frequenza dei post si è un pò ridotta. Prosegue perchè amo scrivere, amo ricordare, fissare in qualche modo i momenti importanti, le emozioni piccole o grandi, amo condividere le mie passioni, specie quella per la lettura. 

Buon settimo compliblog, dunque, cara la mia Lilli! 

venerdì 28 aprile 2017

Venerdì del libro (249°): L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME

Cara Lilli,

è di nuovo venerdì: una settimana esatta dal mio ultimo post. Avrei voluto scriverti prima, mi rifarò prossimamente...ma almeno oggi non voglio far passare la giornata senza partecipare all'iniziativa di HomeMadeMamma e così ti parlo di una mia piacevole lettura di questi ultimi tempi: L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME, di Alice Basso.

Ti ho già scritto a proposito di un altro romanzo della stessa autrice letto un paio di mesi fa, con protagonista sempre la stravagante, ironica e intuitiva Vani Sarca, ghostwriter di una nota casa editrice e poi collaboratrice della polizia in qualità di consulente. Scrivere è un mestiere pericoloso mi era piaciuto sia per l'intreccio giallo che per la parte privata riguardante la protagonista e mi aveva divertito anche. 

Avrei dovuto leggere in ordine inverso i due romanzi, perchè L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è in realtà antecedente, ma non ho avuto particolari problemi perchè nel secondo volume i riferimenti al primo sono esplicativi a sufficienza per comprendere in linea di massima cosa è accaduto alla protagonista precedentemente.

Lo stile della Basso è molto diretto e scorrevole, non si fa davvero nessuna fatica a procedere con la storia, anzi: pagina dopo pagina sembra di essere presenti sulla scena accanto alla simpatica Vani, che qui nel primo volume della serie è alle prese con una sensitiva-medium che dice di parlare con gli angeli e in nome e per conto della quale lei deve scrivere un libro. 

Quando la medium sparisce nel nulla Vani suo malgrado si trova coinvolta nelle indagini della polizia e fa la conoscenza del commissario Berganza, personaggio molto ben riuscito, onesto e bravo nel suo lavoro, dai modi essenziali e spicci ma anche rassicuranti, che avevo già apprezzato in Scrivere è un mestiere pericoloso e che riesce a comprendere Vani e ad interagire con lei fin da subito come forse nessun altro ha mai fatto. 

Allo stesso tempo c'è per la nostra protagonista anche l'implicazione sentimentale con Riccardo, un giovane e talentuoso scrittore in crisi di ispirazione.

Insomma, un romanzo consigliato davvero per prendersi una pausa in modo originale e gradevole.

E adesso non mi resta che attendere l'uscita del terzo volume della serie, Non ditelo allo scrittore, previsto per il 18 maggio prossimo per sapere cos'altro combineranno Vani, Riccardo e Breganza :-)




 I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI


venerdì 21 aprile 2017

Venerdì del libro (248°): LA CANZONE D'AMORE DI QUEENIE HENNESSY

Cara Lilli,

oggi ritorno a scrivere di libri partecipando all'iniziativa di HomeMadeMamma. Lo faccio con una proposta di lettura a cui tengo perchè mi ha lasciato davvero una grande emozione.

Dopo aver letto pochi mesi fa L'imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce ed esserne rimasta molto piacevolmente colpita, mi è parso naturale mettere in lista da leggere anche il seguito: LA CANZONE D'AMORE DI QUEENIE HENNESSY.

La cosa è andata oltre le mie aspettative (che erano già abbastanza alte, devo dirlo) e non sai quanto mi abbia fatto piacere! Cioè: non solo il secondo libro è ben scritto, ma ha anche il grandissimo pregio di far entrare il lettore davvero nel cuore e nella mente della protagonista, tanto che immedesimarsi in lei, pagina dopo pagina, è spontaneo e naturale.

Ricorderai che nel primo libro l'anziano Harold Fry si era messo in viaggio a piedi per raggiungere dall'altro capo dell'Inghilterra una sua vecchia amica e collega di lavoro, Queenie Hennessy, che dopo anni di silenzio gli aveva scritto per salutarlo, dicendogli di essere purtroppo in fin di vita. Un viaggio imprevedibile e incredibile, viste le condizioni in cui viene fatto, ma a cui Harold lega la speranza di non far morire Queenie fino a che lui camminerà per arrivare da lei.

Ebbene, il secondo libro mostra il rovescio della medaglia, la prospettiva opposta: l'attesa di Queenie, avvisata da Harold di questo suo viaggio.

E tutto, proprio tutto quello che il lettore ha appreso precedentemente su Harold, sugli anni di amicizia e lavoro al fianco di Queenie, sul rapporto con sua moglie e soprattutto su suo figlio David, un ragazzo complicato e difficile, viene rivisitato nei ricordi di Queenie. Rivisitato e soprattutto arricchito da ciò che lei ha vissuto senza che Harold potesse immaginarlo.

Credimi, Lilli, quando ti dico che non posso andare oltre. Il fatto è che se ti spiegassi meglio come è strutturato il libro, se ti dicessi qualche particolare in più sulla storia e sui personaggi di contorno, che sono davvero belli e lasciano il segno più ancora che nel primo libro, anche quelli che appaiono poco...ecco, se lo facessi toglierei quasi ogni senso poi alla lettura del romanzo.

Infatti io, col senno di poi, sono felice di averlo letto senza aver guardato recensioni particolareggiate, spoiler o altro, ma solo dando un'occhiata alla sinossi.

L'unica cosa che posso e voglio dirti è che all'ultima pagina ero con le lacrime agli occhi. Di nuovo. Come al termine del primo volume di questa storia a due voci. Ma stavolta con ancora più il cuore pieno di emozione, perchè...Rachel Joyce è stata davvero brava, una scrittrice che ha saputo creare qualcosa di delicato e bello. 

Non un capolavoro per stile ed originalità, forse, ma una storia che ti resta dentro, questo si. E che io consiglio vivamente.


AVVERTENZA: da leggere inderogabilmente dopo "L'imprevedibile viaggio di Harold Fry" !



I suggerimenti di altri blogger per questo venerdì del libro li trovi elencati QUI

mercoledì 19 aprile 2017

Ore 14,10. Messaggio su whatsapp.

Cara Lilli,

una premessa: ieri e oggi non sono andata con i monelli al centro di riabilitazione per la psicomotricità e la logopedia perchè per una questione burocratica siamo in attesa che alla Asl protocollino il rinnovo semestrale del piano terapeutico e passeranno un altro paio di giorni.

Detto questo, veniamo al fatto.

Ore 14,10. Mi arriva un messaggio su whatsapp. E' una delle mamme che da quasi un anno a questa parte incontro il martedì e il mercoledì al centro di riabilitazione. Io ci vado anche il lunedì, giovedì e venerdì, ma lei la incontro solo in  quei due giorni lì. 

Mi chiede, a nome anche delle altre persone che sono al centro in quel momento, se va tutto bene, visto che ieri e oggi non ho portato i monelli a fare terapia.

Le rispondo che è tutto ok, che è solo una breve pausa dovuta al giro di carte e controcarte che ogni sei mesi vanno rinnovate e che riprenderemo regolarmente da venerdì.

Lei a sua volta mi risponde: "Ci manchi. Un bacione dal gruppo delle ore 14".

Ho sorriso pensando che proprio lei, questa mamma, la scorsa settimana parlando mi ha detto che ricordava quando la prima volta era arrivata l'estate scorsa al centro e non sapeva a chi rivolgersi perchè in quel momento non c'era nessuno al centralino.  

Nella sala d'attesa aveva trovato me, che ero lì mentre i monelli stavano finendo ognuno la propria ora di terapia. 

Mi ha detto che la mia premura nell'indicarle dove entrare a chiedere informazioni, il mio sorriso, la mia gentilezza l'avevano molto tranquillizzata. Stava cominciando un percorso riabilitativo col suo bimbo di 3 anni e si sentiva spaesata, un pò confusa e, mi ha ancora detto, quel giorno non avrebbe potuto chiedere accoglienza migliore. 

Non è la prima che mi dice una cosa del genere. Anzi, davvero più volte mi è capitato e man mano che passano gli anni (saranno ben 8, il 9 dicembre prossimo) capita sempre più spesso, che lì al centro le persone (mamme, ma anche papà quando capita, o nonni) mi dicano che la mia presenza li aiuta molto, che sono rassicurante, che so ascoltare e confortare e confrontarmi e infondere forza se occorre. E d'altro canto mi dicono anche che porto allegria, che sono di compagnia, che quando non ci sono io lì sembra un mortorio.

Questa cosa ogni volta mi fa felice. E ogni volta mi sorprende. Sai perchè, Lilli? Io non faccio assolutamente nulla di speciale, te lo assicuro! Io sono solo me stessa, ecco tutto. Sono normale. Eppure sembra che per molti questo sia importante e capita che addirittura le terapiste (anche quelle che non seguono i miei monelli) e la coordinatrice e la segretaria ecc. mi indichino ai nuovi arrivati come la persona a cui rivolgersi se c'è bisogno di qualcosa, se hanno dei dubbi, se sono giù di morale o anche solo se vogliono fare due chiacchiere.

In realtà la prima volta ufficiale è stata qualche anno fa e te lo scrissi QUI, ricordi?

Oggi quel messaggio semplice ma tenero che mi ha inviato quella mamma mi ha emozionato un pò, non te lo nascondo. Io so bene di non avere nessun super potere straordinario, ma se con il mio essere me stessa posso portare un sorriso o dare una mano a chi incrocio sulla lunga strada che sto percorrendo insieme ai miei monelli...ben venga! 


sabato 15 aprile 2017

A tutti Buona Pasqua!

Cara Lilli,

in un momento in cui, più ancora che in passato, non si può accendere la TV o la radio o leggere un giornale o le news online senza venire a conoscenza di cose sempre più brutte, in un'escalation pubblica e privata di violenza e follia, arriva la Pasqua.

La Santa Pasqua che, oltre al piacere di giorni di festa e se possibile anche di riposo, per chi come me è credente prima di ogni altra cosa riporta nell'anima una speranza di Vita e di Pace, che nonostante tutto è ancora possibile. Cominciando ognuno nel proprio piccolo, da noi stessi e da chi ci è accanto.

E allora il mio augurio arrivi a tutti, con affetto: BUONA PASQUA!


Immagine presa da Internet

martedì 11 aprile 2017

Ricordo un giorno...

Cara Lilli, 

un giorno, tanto tempo fa, nella casa in affitto dove abbiamo abitato prima che i miei genitori comprassero il luminoso appartamento dove hanno poi vissuto fino all'ultimo, io ero solo una ragazzina e parlavo con alcune mie compagne di scuola che erano venute a studiare con me: volevano farmi andare non so dove insieme a loro e io cercavo di spiegare che mia madre mi aveva già detto di no.

Le amiche mi dicevano che dovevo insistere e allora risposi: "Ma voi non conoscete mia mamma: se lei mi ha detto una cosa, quella rimane! Se mi ha detto no è no e basta, statene certe. Se mi dice si è si, naturalmente. Lei mantiene sempre quello che dice!"

Non è quello lì però il giorno che io ricordo, Lilli.  

Io ricordo bene un altro giorno, un pò di anni dopo, nell'altra casa, quando ero grande ormai e mia madre mi raccontò che era in corridoio, vicino alla mia stanza, quell'altro giorno di un pò di anni prima e di avermi sentito parlare con le mie compagne e dire quelle cose su di lei.

Mi raccontò che quello era stato un momento importante per lei, come madre, perchè aveva capito che stava facendo del suo meglio e che aveva avuto dei buoni risultati perchè le mie parole di quel lontano pomeriggio dimostravano che ai miei occhi di figlia lei era coerente e credibile

E infatti questa è l'opinione che ho sempre avuto di mia madre: una persona che ha certamente commesso degli errori, come tutti i genitori fanno, loro malgrado, ma che ha rappresentato un punto di riferimento fermo e saldo per me. Una persona di cui fidarsi perchè manteneva sempre la parola data. Il che non è poco.

La mia mamma mi raccontò quell'episodio perchè, mi disse, mi augurava in un futuro di essere madre a mia volta e di avere la fermezza necessaria per essere coerente e credibile agli occhi dei miei figli, anche quando avrei dovuto negargli qualcosa per il loro bene, perchè potessero sempre contare su di me sapendo che non sarei venuta mai meno a quanto detto.

Coerenza e credibilità. Unite all'amore infinito che è proprio di un genitore verso i propri figli.

Un bel mix

Oggi, che madre lo sono diventata, capisco molto meglio di allora cosa intendeva lei e l'importanza e la bellezza del suo augurio.

E non è un caso che io mi sia fermata a riflettere e ricordare proprio quest'oggi, che sono 6 anni da quando lei non è più qui con me e penso a quanto sarebbe bello poterle dire ad alta voce e non solo nel silenzio del mio cuore che le sue parole sono rimaste vive e che il suo esempio mi fa da guida, sempre.


venerdì 7 aprile 2017

Venerdì del libro (247°): 25 GRAMMI DI FELICITA'

Cara Lilli,

torno a postare di venerdì con una proposta di lettura, seguendo l'iniziativa di HomeMadeMamma. E stavolta ti parlo di 25 GRAMMI DI FELICITA' - Come un piccolo riccio può cambiarti la vita, di Massimo Vacchetta con Antonella Tomaselli, edito nell'autunno del 2016.

E' il secondo libro nel giro di pochi mesi che leggo con protagonista un animale (il primo è stato "Byron, storia del un cane che mi ha insegnato la serenità" di Antonella Boralevi) e anche questo, come l'altro, mi è piaciuto. 

Una storia vera anche in questo caso, quella raccontata dal veterinario Massimo Vacchetta con l'aiuto della scrittrice Antonella Tomaselli: il suo incontro con un piccolissimo cucciolo di riccio (che poi si rivela essere una femminuccia) di soli 25 grammi di peso e come questo incontro lo abbia aiutato a superare un momento della sua vita in cui era come in stallo e lo abbia in qualche modo trasformato, dandogli nuovo entusiasmo e nuova consapevolezza di sè, fino a fargli nascere il desiderio di aprire una casa di accoglienza per ricci

Ninna, la riccetta, è la prima di una lunga serie di bestioline con gli aculei che sono entrate in questi ultimi anni nella vita di Massimo ed è quella a cui lui è stato più legato, inevitabilmente. Quella a cui è stato più difficile dire addio quando è giunto il momento della rimessa in libertà, in natura.

Ma oltre alla sua ci sono narrate anche le storie di altri ricci trovati o accolti e curati da Massimo, alcune finite positivamente altre purtroppo no, come sempre accade in tutte le cose della vita.

Parallelamente alla narrazione di queste esperienze al lettore viene svelata anche la vita personale di questo veterinario, quella presente ma anche quella passata, non sempre facile da metabolizzare.

Non un capolavoro della letteratura, ma di certo un libro gradevole, che a tratti intenerisce il cuore. E che a me ha svelato cose, ad esempio, che non sapevo affatto sul mondo di questi animali particolarissimi e a rischio di estinzione che sono i ricci.

Belle davvero le fotografie di Massimo e dei suoi amici che si trovano a conclusione del volume (o dell'ebook, nel mio caso).





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domenica 2 aprile 2017

TMA Blue Day 2017

Cara Lilli,

ieri è stata una giornata particolarmente emozionante e voglio condividerla con te: per la prima volta ho preso parte ad una manifestazione importante per me, in quanto mamma dei due monelli.


Nello specifico ieri è stato il monellino a farmi emozionare e a dimostrarmi che ha fatto anche lui dei bei passi avanti: vederlo in acqua in una sorta di batteria di 4 bambini-ragazzi a fare due vasche col solo sostegno del tubo galleggiante, spingendo contemporaneamente in avanti una palla fino ad arrivare a fare "goal" in una porta tipo quelle da pallanuoto è stato davvero bello!

Con accanto il simpatico, entusiasta e preparatissimo terapista-istruttore che lo segue da tre mesi (c'è stato un cambio con la precedente terapista-istruttrice, che è andata in maternità), il monello-pesciolino si è divertito tanto e io ho gioito per lui e con lui.

IL MONELLO CON LA MEDAGLIA RICEVUTA IERI :-)
E pensare che appena siamo entrati in piscina si era (comprensibilmente) abbastanza agitato per la presenza di tante persone che per lo più non conosceva, per la musica in sottofondo, per la voce della presentatrice della manifestazione amplificata dall'altoparlante e infine, ma non per ultimo, per l'attesa da fare seduto a bordo piscina con gli altri bambini e ragazzi, finchè non è arrivato il suo turno.

Ma gli operatori TMA (Terapia Multisistemica in Acqua) sono stati bravissimi tutti, hanno saputo gestire i protagonisti di queste piccole gare simboliche con dolcezza e fermezza allo stesso tempo. E hanno fatto si che tutti si divertissero.

In un'atmosfera tutta BLU

Tra il BLU dell'acqua della piscina e il BLU dei palloncini che abbondavano  a bordo piscina.

Immagine https://www.facebook.com/centrosportivoavellino/

Immagine https://www.facebook.com/centrosportivoavellino/

E' il BLU che ritorna ogni anno.

Oggi è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo e quello di ieri è stato un momento di aggregazione, divertimento, impegno e testimonianza nell'ambito delle manifestazioni per questa ricorrenza.

Testimonianza che i bambini e ragazzi autistici possono fare sport e divertirsi e raggiungere traguardi. Che possono e devono avere la possibilità di integrarsi, ognuno con le proprie peculiarità e problematiche, ma anche con i propri talenti e desideri, piccoli o grandi che siano, in questo nostro mondo che non è ancora preparato ad accoglierli come occorre, nonostante l'incidenza dei casi di disturbi dello spettro autistico sia in aumento negli ultimi anni.

Burocrazia oltre misura, lungaggini inutili, indifferenza, ignoranza, scarsità di risorse umane con competenze specifiche e di strutture adeguate... Devo continuare?

Come dico sempre, non basta una giornata all'anno per cambiare le cose, in questo ambito specifico come in altri. Assolutamente. Bisogna essere obiettivi. Sarebbe bello se bastasse! 

Ma dare visibilità al problema e fare giusta informazione tramite i mezzi di comunicazione e con manifestazioni come quella di ieri secondo me è comunque importante. 

E allora...buon BLU a tutti!





venerdì 24 marzo 2017

Venerdì del libro ( 246° ): MAGARI DOMANI RESTO

Cara Lilli,

oggi partecipo all'iniziativa di HomeMadeMamma con le mie impressioni su un romanzo che è arrivato recentemente nelle librerie e che aspettavo con ansia: MAGARI DOMANI RESTO, di Lorenzo Marone.

Confesso che mi sono avvicinata a questa lettura con un pizzico di timore di restare delusa, perchè dopo aver amato dello stesso autore "La tentazione di essere felici" e dopo aver apprezzato molto anche "La tristezza ha il sonno leggero", il rischio che stavolta Marone avrebbe fatto "flop" (quanto meno parlando per me) c'era.

Invece no: il libro è bello. E Marone ha saputo creare un altro personaggio degno di nota, una protagonista femminile stavolta, dopo il mitico Cesare Annunziata ed Erri Gargiulo. 

Luce Di Notte (nome già di per sè degno di nota!), giovane avvocato, fa il suo ingresso nella vita del lettore e mentre scorrono le pagine sembra di averla di fronte, in carne ed ossa: forte e fragile, onesta e ribelle, con gli anfibi ai piedi e i capelli corti, dall'animo combattuto tra il desiderio andarsene e quello di restare in una Napoli bella e dannata, quella popolare dei Quartieri Spagnoli.

La vita non le ha risparmiato dolori, come l'abbandono durante l'infanzia da parte del padre, il rapporto non sempre facile con sua madre, fatto di affetto ma anche di incomprensioni e di cose non dette, una storia d'amore finita male con un uomo che non voleva prendersi un impegno serio, un fratello che ha scelto di partire e ricominciare a vivere altrove e che dunque non vede quasi mai.

Ma Luce può sempre contare sul suo cane Alleria (allegria), un amico vero e proprio, e sul suo vicino di casa, Don Vittorio, anziano e saggio musicista costretto su una sedia a rotelle, con cui condivide quotidianamente il pranzo e poi man mano sempre più riflessioni e pensieri. Poi ha il ricordo di sua nonna materna, donna del popolo, senza istruzione ma dall'intelligenza viva e dal cuore grande, che fino alla morte è stata per lei un punto di riferimento.

E poi arriva la svolta: inaspettatamente... una particolare causa di divorzio da seguire, un bambino a cui affezionarsi, il fratello che si rifà vivo dopo un bel pò di tempo con grandi novità, un francese artista di strada giramondo e una rondine ferita di cui prendersi cura assieme a Don Vittorio portano lo scompiglio nella vita di Luce

Le emozioni, i desideri, le priorità: tutto deve essere riconsiderato e tutto deve ricomporsi, anche i tasselli del passato che ancora non avevano trovato il loro posto.

Una lettura che coinvolge man mano, a maggior ragione per chi come me ha radici partenopee e può cogliere più chiaramente certe sfumature della narrazione, e dà da pensare.

Posso solo aggiungere una cosa, che poi è un'opinione personale, quindi non ha la pretesa di essere una verità assoluta e cioè che se non ho messo cinque stelline come valutazione a questo libro (come invece ho fatto con "La tentazione di essere felici") è perchè stavolta Marone mi ha sorpreso un pò di meno. 

Nel senso che la bellezza di "Magari domani resto" e di Luce è lì e io l'ho vista, l'ho assaporata, ma forse "La tentazione di essere felici" era il primissimo lavoro che ho letto di questo autore e diciamo che mi ha dato una scossa in più, è stata una scoperta vera e propria: un autore nuovo, un modo di porgere la storia nuovo (uno stile che trovo molto personale, quello di Marone)...ecco.

Resta il fatto che consiglio vivamente la lettura di questo suo romanzo fresco di stampa, perchè regala tante emozioni variegate, dolci-amare, e quando finisce ti sembra di dover salutare dei vecchi amici e vorresti tenerli ancora un pò con te...




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