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mercoledì 11 aprile 2018

Una panchina di Via Caracciolo

Cara Lilli,

stamattina aprendo gli occhi il mio pensiero è subito volato verso la persona che più vorrei fosse presente in questo momento difficile che la mia famiglia in senso ampio (cugini, zii, nipoti) sta vivendo dal giorno della domenica delle Palme. 

Se la mia mamma fosse qui sono certa che sarebbe come sempre un punto di riferimento non solo per me e mio fratello, suoi figli, ma per tutti.

Lei aveva il dono di saper accogliere, non solo fisicamente, ma anche psicologicamente; di saper ascoltare, comprendere, consolare, redarguire anche se occorreva, ma poi sempre spronare e sostenere.

Questo senza nulla togliere al fatto che avesse i suoi difetti, come ognuno li ha. E che ha commesso i suoi errori, naturalmente. Ma ha vissuto in modo pieno, generoso, proiettata verso gli altri: è stata figlia, sorella, mamma, zia, amica, insegnante. 

Ma è stata innanzitutto una donna. Una donna che ha avuto la fortuna di trovare un uomo che l'ha amata profondamente e che lei ha a sua volta amato allo stesso modo.

Una storia un pò complessa e lunga la loro: con mio padre si sono conosciuti al liceo, ma è solo dopo anni di bellissima amicizia, vicissitudini varie che li hanno visti lontani, fidanzati con altre persone e intanto confidenti l'uno dell'altra, poi liberi da legàmi e di nuovo vicini ancora per un pò come amici, che sono arrivati a scegliere di costruire una vita insieme. Hanno sfiorato di poco le nozze d'oro, poi. Ma sono certa che le avranno festeggiate in Cielo.

La dichiarazione d'amore del mio papà, nel lontano 16 febbraio del 1959, è una delle più belle e particolari che io abbia mai sentito ed è impressa in un racconto che lui stesso scrisse e che in verità già in passato ho riportato, Lilli, ma che desidero riproporre anche quest'oggi, che sono giusto 7 anni da quando mamma è venuta a mancare, 17 mesi dopo papà.

Spero possa far emozionare chi vorrà soffermarsi un momento a leggerlo, così  come ogni volta fa emozionare me...

<< Proposi una passeggiata a via Caracciolo; era inondata di sole, sembrava che cantasse. Ai bordi della villa una delle panchine aspettava noi. Ci sedemmo.

Di cosa avessimo parlato fino ad allora non lo so. Non mi ero fatto nessun piano particolare, anzi ero disteso e tranquillo perché sapevo che glielo avrei detto e basta, anche se avessimo conversato di astronautica.  Non era quello il problema. Semmai, bisognava dirlo in modo che non turbasse l’incanto, questo si, ma senza sdolcinature, nella maniera più naturale. Quale? Non lo sapevo e non mi interessava saperlo. Arrivato il momento le parole mi sarebbero venute acconcie e semplici, ne ero convinto.

Neanche ricordo, infatti, come fu che prendemmo a parlare del futuro, se fu lei o fui io ad iniziare. Evidentemente fummo tutti e due, perché era arrivato il tempo (per lei inconscio e per me atteso) di comprenderci l’un l’altro.

Cercava di intravedere nel suo avvenire, analizzava le esperienze passate facendo previsioni per il futuro, guardandosi dentro e confrontandosi col mondo e la sua realtà. 

Diceva: “Mi sento di dover vivere intensamente, ma non solo per me. Il passato mi mostra, però, che non troverò facilmente la giusta collocazione. Forse potrei realizzarmi come moglie ma forse potrei farlo mettendomi al servizio degli altri. Sai, esistono forme di vocazione laica che ti permettono di dedicarti al prossimo nel tuo stato, nella tua professione, restando nel mondo, soffrendo nel mondo, ma vivendo per il prossimo. A volte mi chiedo se per caso non sia questa la mia strada. Non lo so. Ho grande incertezza in me e non vedo chiaro nel mio futuro. Tante energie da profondere ma non so ancora in quale direzione potrò e dovrò esplicarle. Ho davanti due vie: il matrimonio e l’altra. Ma sono ancora ambedue buie. Bisognerà vedere quale di esse si illuminerà. Perciò adesso non so se mai mi sposerò.”

Fu allora che mi si concretizzò l’attimo atteso da tanto tempo, senza che l’avessi programmato; perciò mi affiorò con tono naturale e quasi distaccato (come una certezza ovvia) la frase che mi era partita dal cuore tumultuante: 

“Io invece ho deciso di sposarmi e di sposare te.”

Un attimo dopo mi sentii placato anche dentro, mentre vedevo sul viso di lei passare prima una rapida contrazione di sorpresa poi il rossore che accompagnò un’espressione di affetto e di dolore, come chi ha ricevuto un colpo senza preavviso, senza alcuna possibilità di attutirlo. Non seppe e non potè parlare. Mi guardava scossa ma non ferita, lusingata ma addolorata, come cercando aiuto per reagire in qualche modo alla situazione.

Bellissimo era il sole che risplendeva sul mare e bellissimo era il volto di lei, sconvolto dall’emozione…>>
 

29 commenti:

  1. E bellissimo il modo in cui il tuo papà ha saputo riportare l'atmosfera di quel giorno. In modo così semplice, lineare eppure profondamente evocativo. Da questo racconto ancora traspare l'amore di quel lontano 1959.
    Un abbraccio

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    1. Grazie Hermione carissima, sono davvero contenta che il sentimento che il mio papà ha messo in quella dichiarazione e nel raccontarla poi per iscritto sia arrivato intatto anche a te che lo hai percepito leggendo ora, a tantissimi anni di distanza.
      Ricambio il tuo abbraccio con gioia!

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  2. Cara Maris, ho letto attentamente e posso dire che la vita ci da delle prove!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio.
    Tomaso

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    1. Ogni giorno le prove della vita ci sono, è vero! Cerchiamo di affrontarle con lo spirito giusto, andando avanti.
      Un abbraccio, caro Tomaso :-)

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  3. Mi ha emozionata leggere la storia dei tuoi genitori..grazie per averla condivisa! Un abbraccio

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    1. Sono emozionata io nel leggere come ti sia tanto piaciuta questa storia vera e ricca di sentimenti profondi!
      Un bacione, grazie mille Serena.

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  4. Mio Dio ... che intensità!! Che momento indimenticabile , unico che dev'essere stato per entrambi ... si erano TROVATI ... e questo non accade sempre nella vita
    Grazie Maris , per aver condiviso ... sì , mi sono commossa, tanto!!

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    1. Davvero un momento speciale, che ha dato vita ad una coppia bellissima... Sono felice e commossa perchè i miei amati genitori hanno fatto emozionare anche i miei amici di blog che hanno letto la loro storia!
      Grazie per le tue parole, carissima Marinetta, e un abbraccio.

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  5. Come commentare tanta intensità e come trovare parole non banali di fronte a quelle di tuo padre che mi hanno toccato moltissimo? Posso solo dire che respirare sentimenti veri senza "sdolcinature" è sempre un regalo fantastico da ricevere e tu, di nuovo con questo post, lo hai fatto. Davvero un'emozione leggerti e sono felice di aver trovato questo blog fatto di parole profonde, vere, sincere e che sanno toccare il cuore.

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    1. Il commento più bello che potevi lasciare a questo post, Daniele, è proprio quello che hai scritto con tanta semplicità e sincerità: grazie di cuore!
      Sono felice anche io di averti incontrato in questo vasto mondo dei blog. A presto!

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  6. Il racconto del tuo papá mi ha fatto tremare l'anima... GRAZIE DI CUORE per averlo condiviso...e, con esso, per avermi fatto comprendere tanto di te.
    Ti abbraccio forte.

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    1. Che grande emozione per me leggere il tuo commento, Calo! Tu hai colto anche forse quello che di mio papà e di mia mamma è in me e non poteva essere altrimenti, visto quanto siamo sempre in porfonda sintonia.
      Un abbraccione e grazie, grazie davvero mia cara.

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  7. Quando due anime si trovano tutto viene naturale e questo post lo dimostra. Quelle sono parole che ciascuno vorrebbe poter pronunciare, che ciascuno vorrebbe sentirsi dire. Sono certa che dal cielo, loro due, insieme, sorridano a questi nostri commenti e che, guardandosi, ammicchino l’un l’altra. Grazie Maris, buona serata.
    sinforosa

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    1. Ti ringrazio tantissimo, Sinforosa, perchè mentre leggevo ciò che hai scritto ho davvero visto i miei genitori che sorridono, mano nella mano, dal Cielo...
      Sono stati molto uniti in vita e lo sono ancora di più adesso, ne sono certa.
      Grazie ancora e un abbraccio!

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  8. Mentre leggevo la bellissima lettera di tuo padre, ho pensato ad alcune cose:
    -ho capito da chi hai appreso l'arte della scrittura semplice che va dritta al cuore, molto più complicato di quanto possa sembrare.
    -ho trovato conferma che gli amori grandi sono quelli che vanno avanti senza troppo rumore, che insegnano l'affetto, la cura e il rispetto dell'altro con l'esempio della quotidianità. Anche io ho imparato molto da quello dei miei genitori.
    -Ho letto di due anime che si promettevano e si davano speranza.

    Le grandi storie d'amore possono iniziare anche così, su di una panchina di fronte al mare. Sono quelle che non ci consentono di arrenderci.
    Grazie Maris, per il regalo prezioso.

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    1. Mariella carissima, non puoi capire (o meglio sì, credo che tu possa!) quanto sia bello per me che tu mi abbia avvicinato al mio papà e al suo amore per la scrittura e al suo stile. E' un complimento speciale e te ne sono davvero grata!
      Gli amori come quello dei miei genitori, e ben immagino anche quello che unisce i tuoi, davvero devono essere un esempio da seguire.
      Sono la prova che può esistere il "per sempre", non senza le difficoltà che la vita inevitabilemnte ci mette davanti, ma con la spinta verso la comprensione, l'accoglienza, la tenerezza, la cura reciproca, il rispetto profondo.
      Ti mando un bacio grande grande, a presto!

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  9. Che belle parole, che bella l'immagine nella mia mente di loro due, seduti su quella panchina. Un bacio Maris

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    1. E' un'immagine talmente viva e bella che non poteva non toccare un cuore grande e sensibile come il tuo, Valeria carissima!
      Ti ringrazio tanto e ti abbraccio forte!

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  10. Mi sono emozionata tanto tanto.... spero, un giorno di poter incontrare tutti lassù allora sarà "una grande festa", senza più angosce. Grazie Maris , un abbraccio.

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    1. Sarà davvero coì, cara Ale, ne sono certa: una festa in cui ritrovare i nostri cari, le persone che abbiamo amato e ci hanno amato...
      Grazie di cuore per essere stata partecipe di questi ricordi dei miei genitori con la tua emozione sincera e le tue parole, un bacione.

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  11. L'amore esiste. Anche quello eterno. Ma solo chi lo ha visto e lo ha provato lo sa.
    Grazie per questo pezzo d'amore e questo ricordo. Un bacio

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    1. E' proprio così, Ninin carissima. Il mio intento è di coltivare e rendere profondo e duraturo anche il mio amore con mio marito, sull'esempio di quello dei miei genitori.
      Grazie di cuore a te, un bacione.

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  12. Mia cara, sai bene quanto io sia legata a tua mamma...per me è stato sempre un punto di riferimento...per l'esame di V, quando mi sono sposata, quando è morta la mia mamma e accanto alla bara ascoltava il mio dolore, hai ragione i tuoi genitori erano meravigliosi e hanno insegnato anche a noi che frequentavamo la vostra casa quanto fosse importante l'amore che provavano...un esempio....leggendo mi sono riaffiorati una marea di ricordi....un abbraccio forte...Anna

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    1. Eccome se lo so, Anna!
      Grazie per aver ricordato i miei genitori, per le tue parole e per quanto abbiamo condiviso e che resterà per sempre nel nostro cuore...
      Ti abbraccio forte anch'io!

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  13. Che bella storia
    e dei miei tempi.

    robi saluta tutti, tutti.

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    1. E' una storia vera, vissuta parola per parola così come l'hai letta... mi sa che è questo che la rende bella sul serio :-)
      Grazie Robi carissimo, ti abbraccio.

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  14. Davvero una storia d'altri tempi, tempi i cui i valori avevano valore perché era tangibile nelle parole, nella loro genuinità, che ci si credeva. D'altra parte, da dove altro poteva venir fuori una persona come te? :)
    Un abbraccio a tutti e 4

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    1. Sembra un dialogo uscito da un romanzo, vero? E invece è esattamente quello che si sono detti mio papà e mia mamma... :)
      Hai ragione, c'erano dei valori che non restavano solo nelle parole, ma venivano vissuti e questo rendeva genuini e sinceri quei discorsi.
      Se ho preso anche solo un pò dai miei genitori, per me è già tanto! Loro sono stati e sono ancora il mio esempio.
      Abbraccione a te!

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